Una delle principali differenze fisiche fra noi e gli altri animali è il pollice opponibile. Oltre a noi infatti solo alcuni primati ne hanno davvero uno, e solo alcuni altre specie hanno qualcosa di simile.
Il pollice ci viene in aiuto in moltissime delle nostre attività quotidiane, ed è da sempre portatore di numerosi simboli e significati.
Gli antichi romani utilizzavano il cosiddetto “pollice verso” per decretare la liberazione o uccisione dei gladiatori al termine dello spettacolo: contrariamente a quanto generalmente creduto inoltre la posizione che determinava la morte era orizzontale, mentre le altre dita si chiudevano intorno al pollice in caso di decisione positiva.
Ora è vietato in molti luoghi, ma il pollice all’insù è stato a lungo anche il simbolo degli autostoppisti, che sventolandolo al vento speravano di essere raccolti e trasportati in ogni dove.
Oggi il pollice teso verso l’alto simboleggia a livello internazionale che si è d’accordo, che va tutto bene, significa “okay”.
Gli antichi romani utilizzavano il cosiddetto “pollice verso” per decretare la liberazione o uccisione dei gladiatori al termine dello spettacolo: contrariamente a quanto generalmente creduto inoltre la posizione che determinava la morte era orizzontale, mentre le altre dita si chiudevano intorno al pollice in caso di decisione positiva.
Ora è vietato in molti luoghi, ma il pollice all’insù è stato a lungo anche il simbolo degli autostoppisti, che sventolandolo al vento speravano di essere raccolti e trasportati in ogni dove.
Oggi il pollice teso verso l’alto simboleggia a livello internazionale che si è d’accordo, che va tutto bene, significa “okay”.
Anche i bambini spesso tendono ad utilizzarlo come palliativo del ciuccio, mentre crescendo invece si può sviluppare il cosiddetto “pollice verde”, ovvero l’abilità e passione per la cura delle piante.
Inoltre gli anglosassoni utilizzano fin dal medioevo lo come unità di misura, ed è ampiamente adoperato anche da noi nella classificazione di schermi.
Il pollice si contraddistingue non solo per la sua fisionomia (unico ad avere solo due falangi) ma anche per le diverse funzioni che gli sono stati attribuite.
Il nostro millennio è però il vero adulatore di questo dito: a partire dal telecomando e dal telefono, ora che viviamo nell’era del touch, gli schermini sono sempre più sensibili al suo tocco, che oggi scrive, chiama, sfoglia.
Sempre più radicati nella nostra società sono tutti quei gadget hi-tech che utilizzano una tecnologia in cui il pollice diventa quasi la parte del nostro corpo che si muove di più.
Smartphone, palmari, ebook e tablet sono i veri protagonisti di questa rivoluzione, che migliorano le proprie prestazioni continuamente lasciandoci costantemente indietro coi tempi.
Si parla ormai di sensibilità, che non è più il tocco della mano sulla nostra pelle, ma quello sullo schermo. Si parla di multi-touch, ovvero la possibilità di utilizzare più dita contemporaneamente. Le case produttrici fanno a gara per chi riesce a sviluppare i propri prodotti più in fretta, senza che nessuno possa prevedere davvero il passo successivo. In effetti, chissà qual è.
Inoltre gli anglosassoni utilizzano fin dal medioevo lo come unità di misura, ed è ampiamente adoperato anche da noi nella classificazione di schermi.
Il pollice si contraddistingue non solo per la sua fisionomia (unico ad avere solo due falangi) ma anche per le diverse funzioni che gli sono stati attribuite.
Il nostro millennio è però il vero adulatore di questo dito: a partire dal telecomando e dal telefono, ora che viviamo nell’era del touch, gli schermini sono sempre più sensibili al suo tocco, che oggi scrive, chiama, sfoglia.
Sempre più radicati nella nostra società sono tutti quei gadget hi-tech che utilizzano una tecnologia in cui il pollice diventa quasi la parte del nostro corpo che si muove di più.
Smartphone, palmari, ebook e tablet sono i veri protagonisti di questa rivoluzione, che migliorano le proprie prestazioni continuamente lasciandoci costantemente indietro coi tempi.
Si parla ormai di sensibilità, che non è più il tocco della mano sulla nostra pelle, ma quello sullo schermo. Si parla di multi-touch, ovvero la possibilità di utilizzare più dita contemporaneamente. Le case produttrici fanno a gara per chi riesce a sviluppare i propri prodotti più in fretta, senza che nessuno possa prevedere davvero il passo successivo. In effetti, chissà qual è.
Insomma, stiamo diventando schiavi dei nostri pollici, o meglio degli accessori che li rendono così importanti?
Forse, intanto a fare compagnia a tutto ciò c’è un’altra tecnologia nuova, di cui parlerò a breve.
Per ora, utilizzate i pollici di Facebook per dimostrare il vostro consenso, non solo a questo post, ma più o meno a qualsiasi cosa.
Alessia V.
Forse, intanto a fare compagnia a tutto ciò c’è un’altra tecnologia nuova, di cui parlerò a breve.
Per ora, utilizzate i pollici di Facebook per dimostrare il vostro consenso, non solo a questo post, ma più o meno a qualsiasi cosa.
Alessia V.




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