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domenica 27 novembre 2011

SPLINDER CHIUDE


Dopo 10 anni, la piattaforma per bloggers più longeva d’Italia, o meglio l’unica, chiude.
 

Sto parlando di Splinder. La decisione è irrevocabile. Entro il 31 gennaio 2012 tutto si fermerà sui suoi server, e gli oltre 470.000 utenti attivi (più della metà degli iscritti) rimarranno senza casa.
Tutti i blog verranno cancellati, chiusi, e ci sarà una diaspora di massa.

Nata nel 2001 da un’idea di un paio di amici ed in particolare di Marco Palombi, Splinder (oggi parte del gruppo Dada) è stata decisamente all’avanguardia nel mondo della scrittura online.
I blog erano già nati da qualche anno in America, “precisamente” nel luglio 1997, ma arrivarono in Italia proprio grazie a lei, che si propose con una piattaforma user-friendly, carina esteticamente e facile da usare. Adatta a chiunque sentisse il bisogno di scrivere i propri pensieri: inizialmente si trattava per lo più di diari personali, liberi sfoghi sulla quotidianità.
All’epoca la navigazione in rete si basava sulla semplice consultazione di portali più o meno qualificati: c’erano i siti di aziende e produttori e poi vi erano i primi portali personali. Questi però richiedevano delle competenze specifiche.
I blog arrivano a “mettere una pezza” a tutto ciò: l’interfaccia ha aperto il web a chi di codici html e simili non sapeva nulla, ma soprattutto permetteva l’interazione fra utenti.
Splinder ha da sempre offerto una community in costante movimento, crescita e interazione: blog aperti, riaperti, chiusi e richiusi, con un continuo proliferare di post e commenti.

Ma allora perché chiudere? Cos’è cambiato in questi 10 anni, in particolare negli ultimi?
Beh, è molto semplice: è cambiato tutto. I blog si sono moltiplicati così come gli utenti del web in generale. L’informazione online è diventata sempre più diffusa e rapida, capillare ed immediata. L’inglese per molti non è più un tabù, rendendo possibile l’utilizzo e la fruizione di piattaforme e notizie anche estere. Sono nati i social network, con relativa opzione di microblogging, Twitter su tutti.
E quindi? E quindi Splinder chiude, perché non ce la fa a star dietro ai grandi colossi internazionali, sia come piattaforme ospitanti sia come social network.
I blog continuano la loro proliferazione e si attestano sempre di più come contenitori di informazioni di medio approfondimento, rimanendo una giusta via fra il passaparola dell’amico e la notizia confermata dalle grandi testate. È solo Splinder che se ne va, con un po’ di malinconia e tanta rassegnazione.

In un piccolo box incorniciato di rosso sulla homepage ecco il comunicato ufficiale:
“ATTENZIONE!
A partire dal 31 Gennaio 2012 il servizio Splinder verrà dismesso.
A breve verrà inviata una comunicazione con le indicazioni da seguire per recuperare tutti i contenuti dei blog ospitati. Sarà inoltre possibile attivare un redirect su un nuovo indirizzo web.”

La difficoltà maggiore per gli utenti infatti sta nel riuscire a salvare, sia concretamente sia metaforicamente tutto ciò che era stato prodotto. Fino ad ora inoltre Splinder era l’unica a non avere un plugin per l’esportazione. Lo inserirà ora, anche se lo scopo non sarà solo creare dei file di backup, ma quello di veri e propri bagagli per poter effettuare il trasloco.
Un vero peccato per questa piattaforma che ha insegnato a molti (me compresa) le prime nozioni di html, SEO e web marketing, che ora vengono considerati tanto importanti, già a partire dal 2002.

Alessia V.

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