Il clamore suscitato da Wikipedia non è abbastanza. Non è tutto.
Spiego: non è solo lei a rischiare, ma l'intero settore dell'informazione online. Anzi, più precisamente, non è tanto lei ma le testate che si occupano di notizie e di politica. Diciamo le cose come stanno. Viene chiamata "legge bavaglio" perchè mette a tacere quella parte di dati troppo importanti e loschi da poter far emergere così facilmente sul web. In particolare le varie "intercettazioni".
Inoltre, non sembra esserci nessuno a favore se non i diretti protagonisti di tali informazioni. In fondo è ovvio.
Oggi, dopo l'ennesima ridiscussione dell'argomento in sede parlamentare, a quanto pare, i blog sono "liberi". Rimangono i limiti per tutte le testate giornalistiche registrate. Non è di certo abbastanza per garantire libertà di espressione, di cronaca e di parola. Non è abbastanza per una democrazia.
Ne avevo già parlato, non è certo nato ora questo decreto. Anzi, in realtà è in fase di studio già dal 2009. Questo il testo.
Spero di poter aggiornare quest'argomento con notizie positive.
Nel frattempo rimando a un post di un altro blog che ritengo davvero esaustivo sulla questione.
In tanti ci si accontenta di leggere poche righe e pretendere di aver capito tutta la questione. Non fatelo.
Leggete tutto.
Alessia V.
giovedì 6 ottobre 2011
ECLISSI INFORMATICA BIS
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